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Finanziamento e sostegno della Germania di Hitler

 La Germania di Hitler fu finanziata e sostenuta da varie fonti, sia nazionali che internazionali, prima e durante il regime nazista. Alcune delle principali categorie di sostenitori sono:

1. Industria Tedesca

  • Grandi imprese industriali e finanziarie tedesche: Molti importanti industriali tedeschi, come quelli delle industrie chimiche (IG Farben), automobilistiche (come la Daimler-Benz), e dell’acciaio (Krupp), fornirono ingenti risorse economiche e supporto logistico al partito nazista. Queste aziende vedevano nel nazismo una protezione contro il comunismo e una via per riprendere il controllo economico dopo la crisi della Repubblica di Weimar.
  • Banche tedesche: Grandi istituti bancari tedeschi come la Deutsche Bank furono complici nel finanziare e sostenere le politiche economiche del regime nazista, facilitando transazioni e finanziamenti per il riarmo.

2. Donatori Privati e Partiti Politici

  • Donatori privati: Sostenitori facoltosi del partito nazista, come Fritz Thyssen, un industriale dell'acciaio, donarono milioni di marchi al partito di Hitler. Questi industriali vedevano nel nazismo un baluardo contro l'espansione del socialismo e del comunismo.
  • Sostenitori internazionali: Alcuni finanziatori e industriali stranieri furono accusati di aver sostenuto indirettamente il regime nazista. Ad esempio, la Ford Motor Company e la General Motors ebbero affari con la Germania negli anni '30 e durante la guerra, anche se il livello di coinvolgimento varia a seconda delle fonti.

3. Capitale Internazionale

  • Banche straniere: Diverse banche e istituzioni finanziarie estere, in particolare americane e britanniche, ebbero contatti economici con la Germania prima dello scoppio della guerra. Tra queste si segnala la Union Banking Corporation di New York, legata alla famiglia Bush, che fu coinvolta in affari con aziende tedesche prima che gli Stati Uniti entrassero in guerra.
  • Compagnie multinazionali: Grandi aziende americane come IBM e ITT continuarono a fare affari con la Germania nazista durante la guerra. IBM, per esempio, fornì tecnologia utilizzata dai nazisti per organizzare il censimento della popolazione, che contribuì alla persecuzione degli ebrei.

4. Politiche di Recupero Economico

  • Piano Dawes e Piano Young: Negli anni '20, piani di riparazione come il Piano Dawes e il Piano Young facilitarono il flusso di capitali americani e britannici in Germania per aiutare il paese a riprendersi dalla crisi economica. Sebbene questi piani non avessero l'intenzione diretta di sostenere Hitler, crearono un ambiente finanziario che permise alla Germania di rinascere economicamente, il che favorì l’ascesa di Hitler al potere.

5. Politica del Riarmo

  • Investimenti statali: Dopo l'ascesa di Hitler al potere nel 1933, il regime nazista cominciò a spendere massicciamente nel riarmo e nelle infrastrutture. Questa politica fu un motore economico che sostenne l'industria tedesca e consolidò il potere di Hitler. Il piano quadriennale del 1936, diretto da Hermann Göring, mirava a rendere la Germania autosufficiente e pronta alla guerra, con grandi investimenti nell'industria bellica.

Conclusione:

Il finanziamento e il supporto alla Germania nazista provennero da una combinazione di fonti interne e esterne. Le élite industriali tedesche videro nel nazismo una protezione contro il comunismo e un'opportunità di espansione economica. Alcune grandi aziende straniere continuarono a fare affari con il regime nazista fino allo scoppio della guerra.

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